Un patrimonio di tutti, anche tuo! Campagna di crowdfunding per il Sacro Monte di Varese AVVIATI DUE PROGETTI: RESTAURO PORTALE DEL DUOMO DI MILANO E SCAVO DELLE TOMBE NELLA CRIPTA
Due importanti progetti di restauro e studio al Sacro Monte di Varese
“Sacro Monte di Varese: la Cripta del Santuario e la porta del Duomo, due patrimoni simboli di arte e fede”

Per arrivare alla totale copertura dei costi del restauro e dello scavo, coperti solo in parte dal bando di Regione Lombardia, sono state avviate due tipi di azioni. Oltre ad accogliere eventuali donazioni da parte di aziende che vogliano diventare sponsor del progetto, abbiamo aperto un crowdfunding affidandoci alla piattaforma Produzioni dal Basso, che accoglie, appunto, anche progetti artistici e culturali.
Il crowdfunding ha un'azione capillare sulla popolazione e permette a ciascuno di essere partecipe di un progetto in modo commisurato alle proprie possibilità.
E infatti possibile donare la cifra che si vuole e scegliere di ricevere dei benefit. Questi consistono in visite guidate alla presenza del restauratore, nel caso del modello della Porta del Duomo, o dell'archeologo, per la cripta del santuario di Santa Maria del Monte. Occasioni uniche, di cui, raramente, un visitatore potrebbe beneficiare. O, ancora, la visione dei reperti provenienti dalle precedenti campagne di scavo, ad oggi inediti e ricevere in omaggio recenti pubblicazioni dedicate al luogo. Per rinfrancare poi ulteriormente la collaborazione con le strutture presenti in Santa Maria del Monte, altri benefit prevedono visite guidate alla Casa Museo Pogliaghi e alla Cripta abbinate ad un pranzo o cena presso la prestigiosa location del ristorante Al Borducan, ristorante albergo in stile liberty.
Il progetto è quindi sostenibile sulla piattaforma Produzioni dal Basso sotto al titolo Un patrimonio di tutti, anche tuo. Restauro portale del Duomo di Milano e scavo delle tombe nella Cripta del Sacro Monte di Varese (https://www.produzionidalbasso.com/project/un-patrimonio-di-tutti-anche-tuo-restauro-portale-del-duomo-di-milano-e-scavo-delle-tombe-nella-cripta-del-sacro-monte-di-varese/).

Mercoledì 28 novembre 2018, alle ore 11.00, presso la sala giunta della Camera di Commercio di Varese si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del progetto “Sacro Monte di Varese: la Cripta del Santuario e la porta del Duomo, due patrimoni simboli di arte e fede”, riguardante l’avvio di due importanti interventi conservativi e di studio su beni del Sacro Monte di Varese: il restauro del modello in gesso della porta del Duomo di Milano, conservata presso la Casa Museo Lodovico Pogliaghi, e la prosecuzione dello scavo di indagine di alcune tombe della Cripta del Santuario di Santa Maria del Monte.
 
Dopo i saluti istituzionali di Regione Lombardia; Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Como, Lecco, Monza e Brianza, Pavia, Sondrio e Varese con Luca Rinaldi; Parrocchia di Santa Maria del Monte e Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, i lavori e gli interventi previsti nel progetto sono stati presentati. Nello specifico il professor Roberto Mella Pariani di Archeo Studi Bergamo srl presenterà il piano di prosecuzione scavi nell’ambiente adiacente alla Cripta del Santuario e il dott. Michele Barbaduomo del Laboratorio San Gregorio parlerà del progetto di restauro del modello della porta del Duomo di Milano di Casa Pogliaghi.
 
L’intero progetto, è stato promosso dalla Parrocchia di Santa Maria del Monte come ente capofila in partnership con la Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano e gode anche del sostegno della Fondazione Paolo VI per il Sacro Monte di Varese, Fondazione Pogliaghi, Arcidiocesi di Milano, Università degli Studi dell’Insubria, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Università degli Studi di Milano.
Il progetto ha già ottenuto da Regione Lombardia - all’interno del Bando anno 2018 per la promozione di interventi di valorizzazione di aree archeologiche, siti iscritti o candidati alla lista Unesco e itinerari culturali in Lombardia Artt. 17, 18 e 20 L.R. 25/2016 - una parziale copertura dei costi, proprio per l’elevato valore culturale dell’impresa e per la capacità di raggiungere gli obiettivi di ricerca prefissati già dimostrata dalle realtà museali del Sacro Monte di Varese nel corso del biennio precedente. Il Sacro Monte si è infatti contraddistinto proprio negli ultimi anni per altri progetti di ricerca, interventi di restauro con riapertura al pubblico di siti di interesse e azioni di tutela e valorizzazione. Si ricorda a tal proposito quanto segue:
- nel 2017, grazie ad un finanziamento di Regione Lombardia, è stato condotto dal Dott. Riccardo Valente uno studio sui graffiti e le incisioni spontanee presenti sulle superfici murarie della Cripta e degli ambienti annessi. Lo studio è stato in seguito presentato in diverse occasioni pubbliche e i risultati della ricerca sono stati pubblicati in un volume edito nel 2017;
- nello stesso anno, grazie anche in questo caso ad un finanziamento di Regione Lombardia, sono stati pubblicati gli Atti del primo Convegno di Studi della Casa Museo Pogliaghi, una pubblicazione che raccoglie i risultati delle ricerche che continuativamente vengono portate avanti sulla collezione Pogliaghi e che erano state presentate durante il convegno di ottobre 2016;
- inoltre tra il 2014 e il 2015 si è svolto uno scavo all’interno del vano di ingresso della Cripta romanica, sostenuto anch’esso da Regione Lombardia, da cui sono emerse le evidenze funerarie che verranno ora meglio indagate durante un ulteriore scavo, al fine di ricostruire un quadro completo dell’evoluzione del Santuario a partire dal V-VI sec. d.C.
 
La conferenza è stata anche l’occasione per il lancio e la promozione di mirate azioni di ricerca sponsor e raccolta fondi finalizzate alla copertura dei costi per rendere sostenibile l’attuazione e realizzazione degli interventi previsti, i quali hanno un valore complessivo stimato di € 65000, già coperti per oltre il 50% mediante il bando di Regione Lombardia.
Le azioni di ricerca fondi previste seguiranno canali diversificati:
- una campagna di crowdfunding su piattaforma digitale, cioè una forma di micro finanziamento dal basso attraverso applicazioni web e servizi mobili, che –portando al coinvolgimento di persone e risorse diversificate – ha il duplice obiettivo di educare e responsabilizzare alla tutela attiva del nostro patrimonio e di reperire i fondi necessari allo svolgimento dei lavori;  
- un’azione di fundraising tradizionale, promuovendo il progetto nelle aziende e società ben rappresentate sul territorio, puntando sulla loro sensibilità verso progetti di tutela e valorizzazione del patrimonio.
A tutti gli sponsor, piccoli e grandi, sarà garantito un ritorno per la loro generosità: visibilità attraverso i canali ufficiali di comunicazione del progetto e in occasione degli eventi organizzati, possibilità di visite guidate dedicate ed esclusive ai cantieri, riduzioni sul costo del biglietto d’entrata ed altri benefits, adattati alla specificità di ogni tipologia di sostegno.
  
Si segnala inoltre che durante i previsti lavori di restauro e scavo saranno effettuate aperture straordinarie dei cantieri che interesseranno sia la Casa Museo Pogliaghi sia la Cripta del Santuario. In entrambi i casi verranno predisposti cantieri con parametri di sicurezza tali da poter garantire – almeno in alcuni momenti – la presenza del pubblico durante le azioni di ricerca/restauro, lavorando per quanto possibile nell’ottica ormai spesso utilizzata del “cantiere aperto”, molto utile anche all’interno delle dinamiche di fundraising, di sostegno del progetto di ricerca e di azioni di valorizzazione.
Le visite permetteranno infatti di conoscere i progetti, i dettagli e le curiosità dei differenti lavori in corso, di apprezzare sul campo e direttamente gli interventi di professionisti entrando in contatto con realtà lavorative specializzate. Le visite a cantieri aperti saranno rivolte sia ad un pubblico generico sia ad uno scolastico. Esse avranno come finalità principale quella di permettere ai visitatori di toccare con mano lavori straordinari di restauro e di scavo, avendo l’occasione unica di entrare nel cantiere, dialogare con i professionisti attivi e conoscere specifiche tecniche e modalità di intervento.
 
I DUE PROGETTI

La Casa Museo Lodovico Pogliaghi e l’importanza della conservazione
Posta lungo il tratto finale del seicentesco Viale delle Cappelle, la Casa Museo Lodovico Pogliaghi è diventata dal 2014 - anno della sua riapertura al pubblico - uno dei luoghi simbolo della storia più recente del Sacro Monte di Varese, sia per l’importanza della raccolta custodita sia per il rinnovato interesse alla conservazione del suo patrimonio.
La Casa Museo fu progettata e costruita a partire dagli anni ottanta del XIX sec. dall’artista milanese Lodovico Pogliaghi perché divenisse la sua residenza, il suo laboratorio e il suo personale museo. Artista poliedrico ed eclettico collezionista, Pogliaghi ha dato vita al Sacro Monte ad un “eremo” dove rifugiarsi circondato dall’arte che amava ed ammirava: più di ottocento reperti archeologici di epoca egizia, etrusca e greco-romana, opere d’arte orientale, raffinati arredi, stoffe e tappeti, statue e tele dal XVI al XIX sec.
La Casa Museo, oggi proprietà della Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, è stata riaperta al pubblico dopo vent’anni di chiusura grazie ad un intervento di restauro finanziato da Regione Lombardia. Da quattro anni è tornata, così, ad essere visitabile l’internazionale collezione di Pogliaghi e le eclettiche sale della sua casa.
Tra gli ambienti spicca per grandezza ed allestimento l’atelier dove su una parete fu assemblato dallo stesso artista il modello originale in gesso della porta centrale del Duomo di Milano, opera alla quale Pogliaghi lavorò dal 1894 al 1908 (già nel 1906 erano stati conclusi ed inaugurati i due battenti). Al termine delle fasi di fusioni l’artista assemblò il modello nel suo studio al Sacro Monte, modificando tra l’altro la forma del tetto, più basso rispetto all’altezza della porta. Con le sue maestose dimensioni di 1000 x 600 cm, il gesso è indubbiamente l’emblema dell’arte di Lodovico Pogliaghi e un utile strumento per la conoscenza di questo artista ai giorni nostri poco apprezzato, ma allo stesso tempo è diventato il simbolo del patrimonio d’arte che Sacro Monte svela a coloro che lo vogliono conoscere.
L’opera è realizzata in gesso e l’armatura per l’esecuzione delle figure ad alto rilievo è costituita da tondini di ferro. Si rilevano evidenti tracce di colore, opera con tutta probabilità dello stesso Pogliaghi: l’intervento pittorico aveva come finalità sia la messa in evidenza di alcune parti dipingendone i fondi, come l’azzurro delle due scene centrali dei battenti laterali o il rosso di fondo delle cornici ad ornato o ancora alcuni dettagli interni degli abiti, sia una stesura chiaro-scurale per sottolineare parti anatomiche. L’opera è inoltre impreziosita da dettagli dorati come i fondi delle due scene centrali e della cornice che divide la zona inferiore da quella superiore, delle corone arricchite da finte pietre preziose, in dettagli floreali e, nel pannello superiore, nelle trombe degli angeli e sui raggi posti dietro alla scena centrale.

Il restauro del modello in gesso della porta del Duomo di Milano 
Sulle superfici dell’opera sono presenti depositi di varia natura (polvere, terriccio, ragnatele, etc.), evidenti in maggior misura nei punti di sottosquadra e nelle zone più difficoltose da raggiungere per la presenza dei numerosi modellati in altorilievo. Si osservano inoltre sollevamenti della pellicola pittorica generalmente diffusi e numerose fessurazioni dovute a inserimento di chiodi o causati da urti accidentali; in genere le fessurazioni hanno provocato anche la perdita di supporto, evidente soprattutto in corrispondenza della gamba della figura destra nella scena della Flagellazione, del braccio della Madonna nella Salita al Calvario e del braccio dell’angelo inferiore sinistro nell’Assunzione di Maria. Le lacune di supporto mettono in evidenza i ferri di armatura che risultano ossidati ed arrugginiti e in corrispondenza delle lesioni si osservano anche porzioni di gesso staccato.
Si notano inoltre numerose gocciolature di gesso, probabilmente causate da un precedente intervento manutentivo e sulla superficie è presente un film lucido, probabile fissativo, di cui andrà indagata la natura e verificato se si tratta di una stesura eseguita originariamente o frutto di un intervento successivo.
Alla luce dello stato di conservazione dell’opera, si propongono i seguenti interventi di restauro. A seguito dell’approntamento del ponteggio verrà eseguita un’attenta e puntuale lettura del manufatto nella quale si evidenzieranno tutti i punti e le patologie di degrado; questi saranno poi riportati su grafico; in questa prima fase si effettuerà una campagna diagnostica, utile a verificare chimicamente la natura del supporto, dei pigmenti e del fissativo presente sulla superficie; alla luce dei risultati si potrà redigere un progetto d’intervento mirato.

Le operazioni ipotizzate sono le seguenti:

  • Intervento di messa in sicurezza delle porzioni di supporto instabile e della pellicola pittorica sollevata mediate velinatura
  • Rimozione delle polveri incoerenti con pennelli a setola morbida e mezzi aspiranti tenuti a distanza di sicurezza
  • Consolidamento delle parti decoese
  • Consolidamento dei sollevamenti della pellicola pittorica
  • Pulitura delle superfici e delle dorature
  • Trattamento dei ferri di armatura in vista e delle zanche metalliche impiegate per fissare le varie pari dell’opera
  • Fissaggio delle parti di supporto staccate
  • Stuccatura delle lacune
  • Stesura di intonachino nello zoccolo inferiore
  • Integrazione pittorica con colori ad acquerello con la tecnica del tratteggio o sottotono
  • Tonalizzazione cromatica con colori a calce dello zoccolo
  • Documentazione tecnica e fotografica delle varie fasi dell’intervento di restauro


La Cripta del Santuario e l’importanza della ricerca archeologica
L’antica chiesa di IX- X sec., trasformata in Cripta nel periodo romanico, è il cuore del culto e della storia di Santa Maria del Monte. Riaperta al pubblico nel 2015 dopo importanti lavori di restauro, è oggi visitabile: percorrere i due corridoi di accesso ed entrare nel piccolo spazio decorato dell’edificio di culto è come svolgere un viaggio nella storia di Santa Maria del Monte. La Cripta costituisce, infatti, il più antico edificio di culto noto e continuativamente utilizzato almeno fino agli anni trenta del XX sec.
Gli interventi strutturali e di restauro condotti tra 2013 e 2015 hanno permesso di individuare alcune testimonianze archeologiche ed artistiche che aprono nuovi scorci sul passato di S. Maria del Monte. Il rinvenimento di parti strutturali di un edificio probabilmente d V- VI sec. d.C. nella stessa Cripta e di un sacello funerario altomedievale, testimoniato solo dalle strutture archeologiche emerse, in uno dei vani di accesso arricchiscono il panorama di conoscenze. Ricerca e scavi archeologici si rivelano, quindi, strumenti fondamentali di conoscenza del patrimonio storico- artistico e religioso di tutto il contesto del Sacro Monte di Varese. Accrescere i dati storici in possesso per ricostruire l’evoluzione del monte da luogo di eremitaggio a meta secolare di pellegrinaggi può avvenire solo attraverso una combinazione e un confronto tra dati documentali, artistici ed archeologi. Da qui ne deriva l’importanza della ricerca sul campo al fine di individuare ed approfondire evidenze altrimenti non note e riconoscibili.

Azioni in programma - il progetto di prosecuzione dello scavo in Cripta
Nel Santuario di Santa Maria del Monte sopra Varese l’indagine archeologica 2013 - relativa alla Cripta romanica e ad alcuni suoi annessi – ha potuto individuare alcune rilevanti reliquie murarie e pavimentali che hanno permesso di documentare, per la prima volta, la presenza di un originario sacello di culto absidato, eretto nel V – VI secolo. Al di sopra dell’area dell’originario altare saranno in seguito intenzionalmente eretti i presbiteri dei Santuari mariani che si susseguiranno, ampliati durante l’età carolingia, l’età romanica, sino all’odierna fabbrica rinascimentale, di committenza ducale sforzesca, allestita nella seconda metà del XV secolo. Ancora, negli anni 2014-2015, l’indagine archeologica è proseguita in corrispondenza del grande vano sottostante la navata meridionale del Santuario. Qui, l’osservazione di una lievissima e anomala arcata di uno spigolo murario ha portato alla scoperta di un – sino a quel momento non noto – rilevante oratorio funerario d’età altomedievale, addossato al fianco meridionale del Santuario. Al fine di poter portare a conclusione questa importante indagine, in modo che si possa delineare scientificamente il contesto, risulta oggi fondamentale svolgere lo scavo di tre rilevanti e rare sepolture, originariamente ad arcosolio, individuate e riconosciute durante lo scavo e allestite all’interno di questo sacello funerario, anche per i non secondari termini cronologici, relativi alla sua erezione e al suo utilizzo.
Il progetto che si propone in questa sede è quindi volto ad indagare, come sempre sotto la direzione scientifica della Soprintendenza, queste tre sepolture, per poterle ricondurre ad un range cronologico ristretto e fornire così elementi utili alla datazione del sacello funerario di cui sopra, e delle fasi immediatamente precedenti e successive, già parzialmente delineate dagli interventi del 2013, 2014, 2015. Le tombe richiedono un’attenzione particolare nelle operazioni di scavo data la delicatezza del loculo, che risulta internamente intonacato, e la necessità – preliminare allo scavo – di rimuovere alcune pietre immaltate del successivo muro quattrocentesco che parzialmente copre ed occlude i loculi. Contestualmente allo scavo delle sepolture, sarà dato corso al riordino e alla catalogazione dei materiali risultanti dalle precedenti campagne di scavo, a tutt’oggi non studiati. Si tratta di frammenti di ceramica, pietra ollare, vetri, metalli, intonaci, marmi e laterizi che potranno fornire utili informazioni per completare il quadro di indagine sugli ambienti annessi e sulla cripta stessa del Santuario.


Per informazioni contattare il 366 4774873 – 328 8377206 o scrivere a info@sacromontedivarese.it.


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