Il Santuario, il Borgo e il monastero

IL BORGO
La storia del Sacro Monte trova il suo centro nel Santuario di Santa Maria del Monte sopra Varese, citato per la prima volta in un documento del 922, ma certamente di più antica fondazione. Secondo la tradizione fu S. Ambrogio a portare nel IV secolo sul monte poi detto sacro, la devozione alla Vergine Maria, in ringraziamento per la vittoria qui riportata sugli eretici ariani nei pressi di una torre tuttora esistente entro il recinto del monastero. La torre, costruzione militare tardoromana in seguito consacrata, testimonia l'importanza strategica del luogo per il controllo degli spostamenti da nord. Gli scavi archeologici effettuati in occasione del restauro della cripta del santuario, terminato nell’ottobre 2015, hanno scoperto evidenze di una chiesa databile al V - VI secolo, abbattuta in età carolingio-ottoniana per erigerne una nuova (IX – X secolo). È stata inoltre confermata l’ipotesi che la cripta fosse la zona presbiteriale dell'edificio altomedievale, sul quale in età romanica si procedette alla costruzione di una chiesa più grande, per il crescente numero di pellegrini. La ristrutturazione d'età sforzesca, iniziata nel 1472 per volontà del duca di Milano Galeazzo Maria Sforza, diede al santuario l'aspetto attuale a tre navate, con presbiterio triabsidato, salvo l'allungamento della navata centrale realizzato nel Seicento insieme all'abbattimento del nartece romanico.

Il borgo si raccoglie compatto intorno al santuario. In età medievale, gli edifici civili del paese si svilupparono in simbiosi con esso: in senso fisico, perché il nucleo più antico è quasi inscindibile, alla vista, dal corpo della chiesa e dei suoi locali accessori; in senso lato perché le prime abitazioni sorsero per ospitare coloro che lavoravano nel santuario e coloro che, in vario modo, erano coinvolti nell’accoglienza dei pellegrini. La parte più significativa è costituita dal cunicolo che dall’ultimo tratto della via delle cappelle, poco sotto il campanile, percorre sotterraneo la casa parrocchiale e altri locali accessori del santuario, sbucando nella Piazzetta Monastero su cui si affacciano il monastero, il santuario e il Museo Baroffio e del Santuario. In questo suggestivo corridoio, ancora oggi usato per attraversare l’abitato di S. Maria del Monte, alcune finestre, di varie forme e grandezze, si aprono a cannocchiale verso valle regalando begli scorci paesaggistici, mentre diverse testimonianze murarie, non ancora adeguatamente indagate, mostrano la complessità della sua storia.

LA VISITA AL SANTUARIO
L’odierno santuario è il risultato di una serie di interventi, confermati dagli scavi archeologici effettuati in occasione del restauro della cripta del santuario, terminato nell’ottobre 2015.

Sono riconoscibili tre fondamentali costruzioni:

  • Una chiesa di età carolingio-ottoniana (IX-X sec) con abside a emicilio volta a est;
  • Una nuova chiesa di età romanica, ampliata ad ovest ed eretta a una quota superiore e al disopra della chiesa preesistente al fine di utilizzarne il presbiterio come cripta, con relativa scala di discesa;
  • Il radicale intervento degli anni 1472-1476 dell’architetto ducale Bartolomeo da Cremona detto Il Gadio e di Benedetto Ferrini da Firenze che, per volontà del Duca di Milano Galeazzo Maria Sforze e dei suoi avi, amplia l’edificio romanico da una a tre navate e riedifica il presbiterio a tre absidi.


Quasi perduto il ricco apparato decorativo che i signori di Milano commissionarono per il più importante santuario mariano del loro ducato, l'attuale veste del Santuario di Santa Maria del Monte sopra Varese va fatta risalire in buona sostanza al XVII secolo: una fastosa decorazione nella quale gli affreschi di Giovan Mauro della Rovere, di Giovanni Paolo Ghianda, di Salvatore Bianchi, dei Lampugnani sono inquadrati da abbondanti stucchi barocchi. Anche l'imponente altare maggiore, sul quale è posta la venerata statua lignea della Madonna col Bambino, d'intaglio trecentesco, fu realizzato dopo la metà del Seicento.
La stagione decorativa che interessò il santuario nel XVII secolo si collega alla grandiosa impresa della Via Sacra, costituita da quattordici cappelle, dedicate ai Misteri del Rosario.

IL MONASTERO
Accanto al santuario, presenza viva è il Monastero delle Romite Ambrosiane, fondato dalle Beate Caterina da Pallanza e Giuliana Puricelli eretto ufficialmente nel 1474, quando la bolla di papa Sisto IV concesse l'autorizzazione alla fondazione, secondo la regola di S. Agostino e le costituzioni dell'antico Ordine di S. Ambrogio ad Nemus. Due anni dopo si svolse la consacrazione delle prime cinque Romite e fu proclamata abbadessa Caterina, nata a Pallanza in una nobile e ricca famiglia, ma vissuta a Milano, che intorno alla metà del Quattrocento era salita al monte per condurre vita eremitica presso il santuario. Presto era stata seguita da Giuliana, originaria di Verghera-Busto Arsizio, proveniente da una povera famiglia di campagna, e da altre tre donne venute a condividere una vita di penitenza, di contemplazione e di assistenza ai pellegrini del santuario. Caterina e Giuliana, che furono proclamate beate nel 1769, furono venerate come tali dal popolo fin dalla morte. Soppresso il monastero nel 1798 con decreto della Repubblica Cisalpina, i beni vennero in gran parte confiscati, dispersi e distrutti. Le monache vissero come custodi laiche del luogo fino al 1822, quando poterono finalmente riprendere la vita monastica, con l'impegno tuttavia di aprire una scuola e un collegio per l'educazione delle ragazze. Nel 1969 fu loro concesso di chiudere la scuola per recuperare la primitiva vocazione contemplativa. La giornata della comunità delle Romite, presenza ancora viva accanto al santuario, trascorre nella preghiera e nella meditazione; nello studio della liturgia, del canto, dei testi ambrosiani; nell'approfondimento della loro storia e nella pubblicazione di alcuni testi; nel lavoro per il proprio sostentamento; nell'attività di restauro presso il laboratorio interno, aperto anche alle richieste esterne; nell'assistenza spirituale e nell'accoglienza verso chi frequenta il Centro di Spiritualità, recentemente ristrutturato.

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