"La Missione nell'Arte - L'Arte nella Missione": il ciclo pittorico dell'Esodo di Guido Villa PROROGATA FINO AL 7 GENNAIO 2018: MOSTRA AL CENTRO ESPOSITIVO MONS. MACCHI
E' stata prorogata fino a domenica 7 gennaio 2018, presso il Centro Espositivo Mons. Pasquale Macchi alla prima cappella del Sacro Monte di Varese, la mostra La Missione nell’Arte – L’Arte nella Missione: mons. Luigi Locati e il ciclo pittorico dell’Esodo a Isiolo (Kenya) con opere del pittore Guido Villa.
  
La mostra rimarrà aperta al pubblico durante il periodo natalizio seguendo i giorni e gli orari straordinari QUI indicati, dalle 9.00 alle 16.00 - orario continuato ed a ingresso libero. È possibile anche richiedere su prenotazione aperture speciali extra orario per gruppi.

Guido Villa nasce nel 1943 a Vercelli, dove frequenta l’Istituto di Belle Arti, approfondendo lo studio di grandi artisti come Tiziano, Tintoretto, Botticelli, Antonello da Messina e Rembrandt, eseguendo copie delle loro opere per apprendere e perfezionare l’uso degli impasti cromatici e della luce.
Dagli anni Sessanta ad oggi partecipa a numerosissime mostre personali e collettive, sia in Italia sia all’estero, vincendo molti premi. Si occupa anche di grafica, collaborando con la Casa Editrice Garzanti.
La sua pittura è prorompente e dominata da un’esecuzione veloce ed impetuosa, in cui istintivamente e di getto la mano costruisce le immagini, usando veloci pennellate, nonché segni vigorosi, avvolgenti e dall’andamento fluido e sinuoso, che l’artista sovrappone e accosta fino a colmare interamente il vuoto del supporto bianco. Crea così opere che conducono lo spettatore ad osservarle, muovendosi di fronte ad esse in una sorta di intima danza, alla ricerca dell’angolazione giusta.
In realtà non c’è una sola o giusta angolazione da cui ammirare le opere di tale artista, data la ricchezza e la pienezza delle scene ritratte: ogni immagine, forma e segno rimane riconoscibile e intellegibile in sé e per quello che rappresenta, ma - fondendosi e confondendosi le une nelle altre - creano un turbinio cromatico dalle suggestioni astratte, in cui si coglie un “oltre” carico di emozioni, messaggi e profondi significati.
 
Mons. Luigi Locati, nato nel 1928, fu ordinato sacerdote a Vercelli nel 1952 e, spinto da sempre dal profondo desiderio di andare in Africa, nel 1963 partì per il Kenya come
sacerdote Fidei Donum. Nel 1964 fu inviato come primo missionario nel distretto di Isiolo, dove divenne fondatore della sua chiesa e promotore di numerose azioni sociali nei confronti delle popolazioni nomadi del distretto. Nel 1996 fu consacrato vescovo del neonato Vicariato Apostolico di Isiolo, dove fece erigere una nuova e più grande chiesa, che fece decorare col ciclo pittorico dell’Esodo da Guido Villa. Nel 2005 mons. Locati venne brutalmente ucciso nella sua stessa missione.
 
La mostra, come si evince dal suo titolo, non vuole essere una personale su Guido Villa e la sua arte, né tanto meno una commemorazione della straordinaria figura di mons. Luigi Locati, bensì un modo per mostrare il ruolo e la funzione che l’arte ha avuto all’interno della missione di Isiolo in Kenya e, al tempo stesso, per parlare di arte come strumento di fede e portatrice di un messaggio di speranza.
 
Proprio a tale finalità si legano le opere scelte per questa esposizione, distinte, ma accumunate dal loro legame con la figura di mons. Luigi Locati: gli studi e i bozzetti relativi all’ampio e monumentale ciclo pittorico dell’Esodo - commissionato proprio da mons. Locati per la Cattedrale di Isiolo e realizzati da Guido Villa, intimo amico del missionario – e una serie di disegni a matita dal titolo Agguato, in cui l’artista reinterpreta con monocromi segni sintetici la violenta dipartita del missionario.
 
In particolare il ciclo pittorico dell’Esodo, composto da otto pannelli, trascende il suo pur evidente ruolo decorativo e si presenta come una sorta di medievale Biblia Pauperum. Mons. Locati infatti volle dall’amico artista un racconto per immagini, che presentasse in maniera chiara e comprensibile le vicende dell’esodo biblico in modo che i sempre crescenti fedeli di Isiolo e della sua cattedrale, conquistati dalla monumentalità, dalla potenza cromatica e dalla ricchezza scenografica dei pannelli, ne cogliessero il messaggio più profondo, identificando se stessi col popolo di Israele.
Al riguardo il Card. Gianfranco Ravasi ha rilevato che i pannelli pittorici di Villa appaiono come “un’esegesi e una catechesi visiva degli eventi narrati dal libro dell’Esodo” e in quanto tali trasmettono un messaggio di speranza chiaro e forte, cioè che “il Dio liberatore del popolo ebreo è lo stesso che si prende cura di noi oggi e che ci libera da ogni forma di oppressione” (Guido Villa, Exodus – I dipinti della Cattedrale di Isiolo, novembre 1997).
 
Nella sua missione Don Luigi si è posto nei confronti della multietnica popolazione di Isiolo proprio come Mosè ha fatto con il popolo di Israele: nel nome di Dio ha guidato “il suo popolo”, aiutandolo ad affrancarsi da ogni forma di oppressione, schiavitù e paura e insegnandogli a essere libero, a crescere con le proprie forze e a sperare in un futuro migliore.
 
Tutto ciò spiega perché Don Luigi scelse la storia dell’Esodo per la sua cattedrale e perché ancora oggi, ad anni di distanza dalla sua realizzazione, si vuole, nel mese della missione, ricordare l’opera pittorica di Guido Villa, quale alta espressione del virtuoso rapporto tra arte e missione.

Per informazioni: 366 4774873 - 328 8377206 - info@sacromontedivarese.itinfo@archeologistics.it - www.sacromontedivarese.it
 


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